Pubblicato in: Libero Professionista, Politica, Politica professionale, Riflessioni esistenziali, Tirocinio

Psicologi: basta lavorare gratuitamente!

theIllusionist
E’ il gioco di prestigio più riuscito: si scrive “volontariato”, si legge “lavoro gratuito”.

Per me oggi è la giornata nazionale delle parole che si scrivono in un modo e si leggono in un altro.

La parola “volontariato” è la più rappresentativa.

Tu metti in fila le lettere correttamente, ma non stai parlando di quel nobilissimo atto in cui una persona presta il proprio tempo e a volte pure competenza per il prossimo.

Stai molto più frequentemente parlando della tua presenza essenziale in un reparto, servizio, Asl per permettere il regolare svolgimento delle attività. E quello si chiama “LAVORO” .

Oppure stai parlando del fatto che frequenti un reparto perché senti che la tua preparazione è incompleta e devi fare esperienza. E quello si chiama “TIROCINIO”.

Continua a leggere “Psicologi: basta lavorare gratuitamente!”

Pubblicato in: AltraPsicologia Campania, Politica, Politica professionale, Riflessioni esistenziali

Gender, psicologi e responsabilità sociale

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-ae9c3ebf-6c1e-493d-ac09-5b73f517d430.html#p=0qui A questo link la puntata di Un posto al Sole cui faccio riferimento – Un sentito ringraziamento a Daniela 😉

Sandro è giovane, simpatico, con cari amici e una fidanzata.

La sua ragazza si chiama Rossella.

Stanno bene insieme, ma Sandro sente che qualcosa non va.

E con il tempo capisce cos’è.

A Sandro piacciono i ragazzi. Continua a leggere “Gender, psicologi e responsabilità sociale”

Pubblicato in: Politica, Politica professionale, Riflessioni esistenziali, Senza categoria

CNOP e Gender: cosa succede?

#iononriparo

 

La comunità degli psicologi (e non solo…) è in fermento da giorni…e la ragione l’ho raccontata qui…CLIKKA

Al mio articolo su AltraPsicologia ha fatto seguito una richiesta del Presidente dell’Ordine del Lazio, Nicola Piccinini, di presa di posizione ufficiale da parte del CNOP (clikka).

A questa richiesta, fino ad oggi (13 aprile 2015) hanno risposto solo:

  • Presidente dell’Ordine del Piemonte, Alessandro Lombardo,
  • Presidente dell’Ordine della provincia di Bolzano, Virginia Aversani,
  • Presidente dell’Ordine Marche, Luca Pierucci.

[Update 15/04/2015] I tre Presidenti afferenti ad AltraPsicologia (Lombardo, Piccinini, Pierucci) presentano al CNOP una mozione per richiedere la rimozione del gestore della pagina FB e per richiamare il responsabile della comunicazione CLIKKA

Questo che copio è il commento che ho lasciato sulla pagina del CNOP.

“La comunicazione è responsabilità.
Io, che non sono nessuno, ci penso ogni volta prima di fare un click.
Chi rappresenta 100mila professionisti dovrebbe fare, per lo meno, altrettanto… E sarebbe comunque insufficiente.
Ma la responsabilità sociale della nostra professione dove accidenti è finita??
Questi sono temi su cui genitori, insegnanti, ragazzi e ragazze, hanno dubbi enormi, da cui spesso generano altrettante sofferenze… E noi? Noi di cosa dovremmo dibattere??
Qui da dibattere c’è solo noi che vogliamo fare con i colleghi che stanno dentro quell’associazione e con tutti quelli che promuovono tesi antiscientifiche e omofobe. Certamente pochi. Ma comunque, per quanto mi riguarda, fonte di imbarazzo e profonda vergogna.”

[Update 15 Aprile 2015]: Sulla pagina Facebook del CNOP appare il comunicato stampa del Presidente Giardina che si può leggere qui.

Immediatamente segue il commento del Presidente dell’Ordine Lazio, Nicola Piccinini, che si può leggere qui.

Anche io dico la mia, su Gender, psicologi, responsabilità sociale

[Update 18 Aprile 2015]: Il 17 Aprile c’è stata la seduta in CNOP. I tre Presidenti di AltraPsicologia chiedono con fatica di discutere la questione. Ascoltate le ragioni della mozione, il Presidente Nazionale, banalmente, non vede che problema c’è… Qui tutto il resoconto

Pubblicato in: Libero Professionista, Politica, Riflessioni esistenziali

Santanchè parla per te!

Ogni libero professionista, di qualsiasi colore politico, dovrebbe provare un moto di indignazione quando sente dire

Siamo tutti evasori, siamo tutti pregiudicati 

Perché io, insieme al mio commercialista, severo e dolcissimo, le tasse le pago.
Tutte.
Faccio le fatture, le numero, ci attacco il bollo quando serve, verso il 2% di enpap per una pensione da fame.
Pago le tasse e stringo la cinghia quando serve.
Pago le tasse sui tre lavori in tre luoghi diversi che posso fare lo stesso giorno.
A volte pago le tasse allo Stato pure quando lo Stato (regioni, province, comuni) deve ancora pagarmi.
Capirete, perciò, che non è una questione di colore politico se mi girano i sentimenti quando sento parlare di grazia a furor di popolo per un evasore fiscale, miliardario.
Quando lo vedo lacrimare, lui e la Santanché.
Venisse, lui e chi dice che siamo tutti evasori e pregiudicati, a lavorare con me un giorno.
O a lavorare con tutte quelle partita iva che ogni giorno vanno in ufficio, liberi professionisti per finta, schiavi nella realtà, senza libertà e senza diritti.

Pubblicato in: Politica, Riflessioni esistenziali

Spero, quindi suppongo

L’aula dei deputati, mentre si discute sulla convenzione di Istanbul, che riconosce la violenza sulle donne come una violazione dei diritti umani
[Fonte La Stampa]

Questo invece l’auditorium del Liceo Scientifico Severi di Castellammare, stamattina.

Colleghi (e amici) raccontavano ai ragazzi la loro esperienza e il loro impegno nel portare avanti il Centro Antiviolenza…un centro che dopo 7 mesi di attività già è a rischio, causa il taglio dei finanziamenti.

La politica fa schifo, in questo Paese non c’è speranza.

Lo state pensando?

Credo di sì e faccio fatica a non pensarlo anche io…

Poi tornano in mente i Ciro e gli altri timidi e un po’ scapestrati adolescenti che hanno portato i loro cortometraggi per raccontare la violenza.
Con zero mezzi, zero strumenti, quasi zero tempo, qualcuno arrangiandosi con il proprio iphone, inventandosi attore, sceneggiatore, regista e truccatore…in una scuola che sembra sempre più una trincea che lotta strenuamente per sopravvivere…

Oggi in quell’auditorium c’era come un’orda resistente e ostinata. Che non vuole arrendersi al disinteresse e al vuoto delle aule. Sentiamo di avere tempo, ma di non avere futuro. 

Non possiamo permetterci illusioni e nemmeno dobbiamo averne.

Ma neanche dobbiamo arrenderci.

La speranza è nelle nostre capacità, nel nostro usare al meglio quello che abbiamo.