Pubblicato in: Politica professionale, tutela

CNOP e counselor: siamo tutti d’accordo?

In questi giorni stiamo leggendo prese di posizione nettissime da parte del CNOP sul tema del counseling. Parole inequivocabili, che fanno davvero ben sperare sull’ormai prossima fine di questa pessima abitudine degli psicologi di formare non psicologi a fare abusivamente la nostra professione.

La tutela, infatti, investe la comunità degli psicologi attraverso l’azione individuale dei singoli professionisti e attraverso l’azione collettiva delle nostre istituzioni, e riguarda un diritto costituzionale: LA SALUTE.

E’ da quasi 15 anni che AltraPsicologia pone il tema della tutela della salute pubblica, i cui aspetti psicologici non possono essere lasciati in mano a persone senza adeguata preparazione. 

In queste ultime settimane, sollecitato da una serie di eventi, abbiamo scoperto che il CNOP ha una posizione netta sulla tutela: i counselor non esistono e il counseling è dello psicologo. 

Sono uscite importantissime: dopo anni di posizioni fumose, dichiarazioni cerchiobottiste di alcuni Presidenti, di ambiguità, finalmente abbiamo sgomberato il campo da qualsiasi dubbio.

Non resta che dar seguito alle parole, anche perché in questi quattro anni le cose non sono mai state così chiare e qualche dubbio a noi più cinici potrebbe restare se dovesse passare troppo tempo tra le parole e le azioni concrete… 

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Pubblicato in: Politica professionale

Lo psicologo di base: amarcord.

In questo editoriale sul sito di AltraPsicologia Federico Zanon ha raccontato funzionamento e razionale del programma IAPT, che in UK garantisce l’accesso alle terapie psicologiche ad un milione di cittadini.  

Un programma che va avanti dal 2008, che nasce dalle sollecitazioni del Centre for Economic Performance della London School of Economics and Political Science.

In Italia sentiamo parlare di “psicologo di base” da molto prima del 2008, ma siamo ben lontani dal quagliare qualcosa.

Ripercorriamo la storia e proviamo a tracciare qualche prospettiva…

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Pubblicato in: Iniziative, Politica professionale

#PsicopoliTour: prima tappa a Firenze

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C’è proprio tutto: il tabellone, le pedine, le carte, i dadi, i soldi…

…niente che valga la pena di sapere può essere insegnato…

Un sempre sagace e provocatorio Carl Whitaker ci ricorda che esperire non è capire.

Psicopoli è il primo gioco da tavolo degli psicologi, che ne racconta le esperienze, le opportunità e le contraddizioni.

Il 13 Ottobre a Firenze ci sarà la prima tappa dello #PsicopoliTour, che porterà il gioco e la squadra di AltraPsicologia in giro per le città d’Italia.

Se vuoi partecipare, prenotati qui -> https://goo.gl/HPHvhG

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Cosa ci sarà al posto di imprevisti e probabilità? 😀
Pubblicato in: Politica professionale, tutela

La laurea in psicologia è inutile: è l’ora della sanatoria.

sanatoria psicologi
…non mi iscrivevo a psicologia.

Sanatoria: il Voldemort della psicologia.

La parola che non si può pronunciare; solo pochi temerari, me compresa, osavano sussurrarla con timore pensando a una certa aria che si sentiva tirare nei corridoi bui e chiusi di certa politica professionale.


Si tratta al momento solo di una proposta,
ma il 24 Marzo il vaso di pandora è stato aperto e finalmente le carte si sono scoperte:
invece di trattare chi fa lo psicologo senza titolo come un abusivo, si propone un “conguaglio”.

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Psicologi: basta lavorare gratuitamente!

theIllusionist
E’ il gioco di prestigio più riuscito: si scrive “volontariato”, si legge “lavoro gratuito”.

Per me oggi è la giornata nazionale delle parole che si scrivono in un modo e si leggono in un altro.

La parola “volontariato” è la più rappresentativa.

Tu metti in fila le lettere correttamente, ma non stai parlando di quel nobilissimo atto in cui una persona presta il proprio tempo e a volte pure competenza per il prossimo.

Stai molto più frequentemente parlando della tua presenza essenziale in un reparto, servizio, Asl per permettere il regolare svolgimento delle attività. E quello si chiama “LAVORO” .

Oppure stai parlando del fatto che frequenti un reparto perché senti che la tua preparazione è incompleta e devi fare esperienza. E quello si chiama “TIROCINIO”.

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