Pubblicato in: Convegno Sippr 2013 - Prato

Prato – Appunti di viaggio G. #2

Come a Trieste l’anno scorso, anche qui a Prato registro un fenomeno interessante, un’affascinante divisione di genere.

Mentre gli uomini sono molto più concentrati sulle questioni filosofiche e tecniche della psicoterapia sistemica, quasi più orientati alla discussione teorica, le donne mostrano sempre un fortissimo coinvolgimento sui temi della prevenzione e dell’intervento, sulla tutela soprattutto nell’ambito sociale.

C’è un ulteriore fenomeno interessante: le relatrici più giovani in queste sessioni parallele di oggi sono per lo più femmine.

Questo può far pensare che in cantiere rullano i motori di un piccolo tsunami tutto femminile pronto a invadere la società sistemica…oppure…che questa presenza fra le giovani leve non sia un fatto così eccezionale e allora varrebbe la pena di chiedersi: cosa fa smarrire tanta energia femminile?

Pubblicato in: Convegno Sippr 2013 - Prato

Prato – Appunti di viaggio G. #1

Alla seconda esperienza in un grosso convegno di psicoterapia, le prime riflessioni sono:

1) Com’è possibile che, nonostante la nostra professione sia svolta soprattutto da donne, in queste occasioni l’80% dei relatori è di sesso maschile?

2) Ancora una volta una conferma che non sappiamo parlare efficacemente della nostra professione (di cui avevo parlato qui). Sono seduta in platea da due ore, ho visto scorrere almeno sei serie di slide in powerpoint e cinque erano assolutamente oscure. Si salva il bel lavoro sul coraggio del prof. Manfrida, sul senso del coraggio per i terapeuti

3) L’età media, non me ne vogliano i “maestri”, è sempre tristemente alta. L’esperienza dei grandi è affascinante, ma non posso fare a meno di osservare a tratti più o meno lunghi una lentezza pachidermica e osservazioni banali, se non addirittura superate…ma da decenni intendo…mi domando, combattuta da una certa arroganza, se sono io che leggo troppo o alcuni di loro che, arrivati a un certo punto della vita, hanno accumulato tutta la sapienza cumulabile nel corso di una vita e lì sono rimasti…Cioè…voglio dire…siamo al convegno di terapia familiare…rivolto a terapeuti familiari…davvero dobbiamo fare una slide dove è scritto

il terapeuta familiare non si connette al singolo individuo, ma all’intero sistema familiare

?

Accanto a questo, però, non posso esimermi dal non fare un’autocritica rivolta a noi “giovani” terapeuti, che possiamo, ma soprattutto DOBBIAMO fare di più, in termini di evoluzione, adattamento e diffusione del nostro modello.