Pubblicato in: Politica, Riflessioni esistenziali

Congresso di Verona: Ecce CNOP!

“Mi si nota di meno se scrivo una nota e me ne sto in disparte o se non scrivo proprio?”

In una sorta di sindrome di Ecce Bombo al contrario, alla fine sul congresso sulle famiglie di Verona il CNOP ci regala un topolino senza infamia e senza lode.

Ma in fondo c’è quasi da fare un sospiro di sollievo…

Correre il rischio di in un intervento deciso, con qualche argomentazione a sostegno, per poi finire a fare una figuraccia come quella fatta in Senato sul DDL Pillon, quando il CNOP ha stravolto l’interpretazione degli studi della Dott.ssa Nielsen tanto da ricevere una diffida scritta dalla Dottoressa stessa? (qui la denuncia dell’accaduto)

Rassegnarsi al solito mesto silenzio di fronte alle questioni importanti che riguardano la parità di genere e i diritti civili, come fu durante la discussione del DDL Cirinnà o durante le caldi estati al sapore di complotto gender?

Dopo la profonda vergogna personale e l’imbarazzo professionale che ho dovuto digerire ad ascoltare il sarcasmo in certi video del senatore Pillon dopo la figuraccia internazionale con la dottoressa Nielsen, devo dire che in vista di questo congresso sulle famiglie di Verona avevo pure un certo stato di tensione: quale frittata mi sarebbe toccato digerire questa volta?

Quando ho scritto il mio editoriale per AltraPsicologia sul congresso sulla famigila di Verona, non sapevo davvero in quale dei due destini sperare.
Avevo solo la certezza che l’Associazione, i suoi attivisti, i suoi sostenitori, avrebbero preso una posizione forte e chiara, come abbiamo sempre fatto, e intorno saremmo stati isolati, nel silenzio e/o nel cerchiobottismo dell’istituzione nazionale che dovrebbe rappresentarci (e rappresentarmi).

(qui il post sul sito del CNOP)

Senza timore di smentita, ecco che alla fine il CNOP, coerente fino all’osso con la sua azione politica fragile, autoreferenziale, cerchiobottista, decide di

  • uscire con un contenuto prodotto da un GDL, quello delle Pari Opportunità. Quindi non a nome del Consiglio, non a nome del Presidente.
  • Uscire con un contenuto NON rivolto alla cittadinanza, bensì di sollecito ad un terzo istituzionale. Nemmeno un ministro poi, ma un sottosegretario.
  • Uscire con un contenuto in cui, di fatto, ci si deresponsabilizza dal prendere qualsiasi posizione di tutela della cittadinanza, ma in cui chiede che sia un terzo, in questo caso il sottosegretario Spadafora, ad attivarsi affinché LUI “si faccia interprete dei principi di non discriminazione, uguaglianza e solidarietà”.
    Noi come psicologi, evidentemente, nella mente di chi gestisce questo consiglio nazionale, o almeno il GDL, non siamo in grado di farcela da soli, dobbiamo tirare per la giacca qualcuno.

Il tutto mettendo in copertina un gruppo di persone intorno a un tavolo, immagino un gruppo di lavoro (?) del CNOP, per essere sicuri di non catturare troppo l’attenzione e di non perdere quell’attitudine a fare riferimento innanzitutto a se stessi prima che agli altri.

Decine di migliaia di persone da settimane sfilano, discutono, si confrontano su temi come la famiglia, le relazioni primarie, il sesso e l’orientamento sessuale e di genere, maternità, paternità, sviluppo ed educazione: la carne viva della psicologia.

E l’istituzione principale degli psicologi non solo non viene riconosciuta in alcun modo come interlocutore (e a questo punto, dopo 6 anni di questa governance, come potrebbe mai essere?) ma non è nemmeno in grado di prendersi la responsabilità di una posizione propria, diretta, a tu per tu con chi legittimamente tutti i giorni si fa domande su cosa sia una famiglia oggi e su come sostenerla.

Ma… “Va be’, continuiamo così, facciamoci del male!”

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Autore:

Curiosa, multitasking, sarcastica, innamorata delle storie, perennemente insonne. Ho 36 anni e vivo a Firenze. Capatosta, come diceva mia madre, non credo nei destini segnati, non mi fido di chi dice "abbiamo sempre fatto così". Sono psicologa, psicoterapeuta, Consigliera di Indirizzo Generale all'ENPAP. Lettrice insaziabile, scrittrice compulsiva, amo coniugare approfondimento, ironia e divulgazione: credo che le cose si debbano dire, e nel modo più semplice, niente di più, senza banalizzare. Oltre questo blog, mi occupo di politica professionale con la più grande associazione di psicologi in Italia, AltraPsicologia, di cui sono membro del Direttivo e Segretaria. Sono l'amministratrice di Diventare Psicologo, la più grande community di psicologi su Facebook.

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