Pubblicato in: Politica, Riflessioni esistenziali

Spero, quindi suppongo

L’aula dei deputati, mentre si discute sulla convenzione di Istanbul, che riconosce la violenza sulle donne come una violazione dei diritti umani
[Fonte La Stampa]

Questo invece l’auditorium del Liceo Scientifico Severi di Castellammare, stamattina.

Colleghi (e amici) raccontavano ai ragazzi la loro esperienza e il loro impegno nel portare avanti il Centro Antiviolenza…un centro che dopo 7 mesi di attività già è a rischio, causa il taglio dei finanziamenti.

La politica fa schifo, in questo Paese non c’è speranza.

Lo state pensando?

Credo di sì e faccio fatica a non pensarlo anche io…

Poi tornano in mente i Ciro e gli altri timidi e un po’ scapestrati adolescenti che hanno portato i loro cortometraggi per raccontare la violenza.
Con zero mezzi, zero strumenti, quasi zero tempo, qualcuno arrangiandosi con il proprio iphone, inventandosi attore, sceneggiatore, regista e truccatore…in una scuola che sembra sempre più una trincea che lotta strenuamente per sopravvivere…

Oggi in quell’auditorium c’era come un’orda resistente e ostinata. Che non vuole arrendersi al disinteresse e al vuoto delle aule. Sentiamo di avere tempo, ma di non avere futuro. 

Non possiamo permetterci illusioni e nemmeno dobbiamo averne.

Ma neanche dobbiamo arrenderci.

La speranza è nelle nostre capacità, nel nostro usare al meglio quello che abbiamo.

Pubblicato in: Politica, Riflessioni esistenziali

Disinvestire nella sanità: Cui prodest?

Mi attirerò le ire di molti, ma ho l’abitudine a far parte di una minoranza…

La vicenda STAMINA mi preoccupa seriamente.

Mmm…forse se non la chiamo “vicenda stamina”, ma la chiamo “vicenda della piccola Sofia e di Giulio Golia” vi è più familiare.

Non mi dilungherò sulla vicenda in sé (io la penso esattamente come lui clikka), ma volevo mettere insieme alcuni fatti che mi innescano una brutta sensazione, spero frutto solo della mia paranoia.

Si sono liberalizzate le professioni (e per carità, l’idea potrebbe anche garbarmi, ma temo il pressapochismo all’italiana…), si procede a colpi di sentenze e decreti a “liberalizzare” trattamenti che dal punto di vista medico, per ora, non hanno provato nulla, se non l’infusione di speranza. Poi è circolata sibillina e terrificante la voce di una cancellazione della psicologia in ambito ospedaliero che ha mandato in allarme associazioni e Ordine Nazionale e ha costretto il Ministero della Salute a una precisazione che fa comunque restare le antenne rizzate.

Allora eccola, la sensazione: a me pare che lo Stato stia lanciando un sotterraneo messaggio di disimpegno rispetto alla tutela e al benessere del cittadino, soprattutto del cittadino più a rischio, ossia quello che vede in pericolo la sua salute e quella di un suo caro…

*Aggiornamento 16 Aprile 2013
Riguardo la vicenda Stamina, vi allego questo articolo di Repubblica che riprende un editoriale appena uscito su Nature che attacca duramente la posizione del ministero italiano in merito a questa vicenda e che mette in evidenza proprio come questo atteggiamento invece di tutelare i malati li esponga a spudorati e cinici interessi commerciali.

* Aggiornamento 4 Maggio 2013

Ennesimo appello proveniente dall’estero che esprime sconcerto rispetto a quanto sta succedendo in Italia circa la vicenda Stamina

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SenzaCamice – SenzaGoverno

In terapia lo faccio sempre, è un momento necessario per non restare annichiliti di fronte al mondo di dolore, rabbia, frustrazione, cronicità che il paziente porta.

Cerco sempre di ridefinire, almeno un aspetto, in positivo.

Per questo non dirò (che fantastico modo per dirlo però!) che l’avevo detto io che si finiva ingovernabili, che se c’era Renzi e non Bersani il Pd non andava così male (il peggior risultato dagli anni ’60), che è meglio diventare una monarchia, fare Silvio re, risparmiare di volta in volta milioni di euro in spese elettorali, aspettare la morte e poi riparlarne…

Dirò l’aspetto positivo.

Che per la prima volta la generazione dei fottuti, quella dei senza presente, futuro e un passato che non ricorda tanto bene, quella dei senza lavoro, senza pensione, senza indipendenza, senza casa, senza diritti civili, ha una voce forte in Parlamento.

L’incognita è cosa vorrà dire questa voce, ora che ha il microfono in mano…