Pubblicato in: Politica, Riflessioni esistenziali

Disinvestire nella sanità: Cui prodest?

Mi attirerò le ire di molti, ma ho l’abitudine a far parte di una minoranza…

La vicenda STAMINA mi preoccupa seriamente.

Mmm…forse se non la chiamo “vicenda stamina”, ma la chiamo “vicenda della piccola Sofia e di Giulio Golia” vi è più familiare.

Non mi dilungherò sulla vicenda in sé (io la penso esattamente come lui clikka), ma volevo mettere insieme alcuni fatti che mi innescano una brutta sensazione, spero frutto solo della mia paranoia.

Si sono liberalizzate le professioni (e per carità, l’idea potrebbe anche garbarmi, ma temo il pressapochismo all’italiana…), si procede a colpi di sentenze e decreti a “liberalizzare” trattamenti che dal punto di vista medico, per ora, non hanno provato nulla, se non l’infusione di speranza. Poi è circolata sibillina e terrificante la voce di una cancellazione della psicologia in ambito ospedaliero che ha mandato in allarme associazioni e Ordine Nazionale e ha costretto il Ministero della Salute a una precisazione che fa comunque restare le antenne rizzate.

Allora eccola, la sensazione: a me pare che lo Stato stia lanciando un sotterraneo messaggio di disimpegno rispetto alla tutela e al benessere del cittadino, soprattutto del cittadino più a rischio, ossia quello che vede in pericolo la sua salute e quella di un suo caro…

*Aggiornamento 16 Aprile 2013
Riguardo la vicenda Stamina, vi allego questo articolo di Repubblica che riprende un editoriale appena uscito su Nature che attacca duramente la posizione del ministero italiano in merito a questa vicenda e che mette in evidenza proprio come questo atteggiamento invece di tutelare i malati li esponga a spudorati e cinici interessi commerciali.

* Aggiornamento 4 Maggio 2013

Ennesimo appello proveniente dall’estero che esprime sconcerto rispetto a quanto sta succedendo in Italia circa la vicenda Stamina