Pubblicato in: Politica

Bersani è come Milhouse

Tra i voti degni di nota in questi giorni si registrano:
Veronica Lario
Pierluigi Bersani (si sarà votato da solo?)
Valeria Marini (burloni)
Giulio Andreotti (e poi dicono che Star Wars è solo un film)
Silvio Berlusconi (che cmq ha preso più voti di bersani)
Michele Cucuzza (ottimo per il discorso in preserale)
Daniela Santanchè (non ce la faccio a fare la battuta)
Rosario Fiorello(sai gli scherzi telefonici ad obama?)
Sophia Loren (da oscar)
Antonio Cabrini (ci vuole spinta sulle fasce)
Angelino Alfano (spinto da Lombroso)
Paola Binetti (così torniamo subito nel medioevo)
Guccini (per i radical chic)

Ora Bersani ha detto anche che si dimette.

E’ davvero più solo di Milhouse…

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Pubblicato in: Politica

SenzaCamice – SenzaGoverno

In terapia lo faccio sempre, è un momento necessario per non restare annichiliti di fronte al mondo di dolore, rabbia, frustrazione, cronicità che il paziente porta.

Cerco sempre di ridefinire, almeno un aspetto, in positivo.

Per questo non dirò (che fantastico modo per dirlo però!) che l’avevo detto io che si finiva ingovernabili, che se c’era Renzi e non Bersani il Pd non andava così male (il peggior risultato dagli anni ’60), che è meglio diventare una monarchia, fare Silvio re, risparmiare di volta in volta milioni di euro in spese elettorali, aspettare la morte e poi riparlarne…

Dirò l’aspetto positivo.

Che per la prima volta la generazione dei fottuti, quella dei senza presente, futuro e un passato che non ricorda tanto bene, quella dei senza lavoro, senza pensione, senza indipendenza, senza casa, senza diritti civili, ha una voce forte in Parlamento.

L’incognita è cosa vorrà dire questa voce, ora che ha il microfono in mano…

Pubblicato in: Politica, Politica professionale, Riflessioni esistenziali

Senza Camice…alle Urne

La campagna elettorale è ormai finita.

Tutti hanno parlato, si sono espressi e hanno promesso.

Tasse, lavoro, comunisti, cene eleganti (che all’improvviso fornichi…), giaguari ed altri animali, tutti a casa, ponte sullo Stretto, populismo…

Mai come in questa campagna elettorale si sono consumate parole.

Blog, Twitter, Facebook, comizi, giornali, Rai, Mediaset, La7, Youtube, video, cartelli.

Gli argomenti sono stati i più disparati, ma niente sulla psicologia.

Figuriamoci sulla psicologia senza camice.

E figuriamoci ancora, niente sulla sanità e tanto meno sul sociale.

Ho provato un brivido lieve ieri, quando in lontananza, ho sentito dire a Bersani qualcosa sui ticket e le visite specialistiche.

Sono triste, perché l’argomento che più ha avuto a che fare con le professioni l’ha proposto Berlusconi, quando ha parlato di condono fiscale…

Non so davvero chi voterò, sono profondamente in crisi, eppure la scelta è gravissima, sento di non poterla fare con leggerezza.

Ho 30 anni, la politica dei prossimi quattro-cinque anni decide molto della mia vita personale e professionale.

Del mio futuro.

Spero solo di non fare la fine della Sora Lella nella cabina elettorale…