Pubblicato in: Libero Professionista, News e curiosità

Come scegliere il POS migliore per le tue esigenze

[AGGIORNAMENTO 26/02/2020: ho inserito una interessante convenzione sottoscritta dalla CAMPI]

La nuova Legge di Bilancio per il 2020 ha introdotto una novità che impatta sulla nostra vita professionale e su quella dei nostri pazienti.

Questi, se vorranno usufruire delle detrazioni per le spese sanitarie, dovranno pagare in modo tracciabile, quindi con bonifico, assegno o POS (leggi qui tutto l’approfondimento).

Occorre chiarire: i pazienti potranno continuare a pagare in contanti se lo vorranno, ma se lo faranno non potranno usufruire della detrazione del 19% sulle spese sanitarie.

Stando così le cose, se non l’hai già fatto, potrebbe essere questo il momento di valutare l’eventualità di dotarti di POS.

La scelta del POS deve tenere conto di alcune variabili specifiche, pertanto non c’è una risposta assoluta a qual è il POS più conveniente.

In particolare per fare la tua scelta devi considerare:

  • il costo d’acquisto o affitto dell’apparecchio
  • l’esistenza di un contratto vincolante
  • l’eventuale percentuale per ogni transazione
  • l’obbligo di legarsi a una determinata banca
  • l’hardware necessario (apparecchio, linea fissa, wireless, bluetooth, ecc)

e poi devi poter fare una previsione sufficientemente realistica di quanto in un anno prevedi di incassare attraverso questa modalità di pagamento.

In linea di massima, gli orientamenti sono due:

a) Prevedi di usarlo poco (ma non vuoi farti trovare impreparato dai pazienti che dovessero chiederti di usarlo, per detrarre la spesa): conviene scegliere una soluzione senza canone fisso. In questo caso però la percentuale che viene trattenuta sul transato è abbastanza alta

b) Prevedi di usarlo spesso: conviene scegliere una soluzione con canone fisso e percentuale di trattenuta sul transato più bassa o addirittura nulla.

Ora prenderò in esame alcune soluzioni POS utili per l’una o l’altra possibilità.

A) SUMUP. Inizio dal POS che utilizzo ormai da due anni, l’unico di cui ho esperienza diretta. Sumup prevede una spesa iniziale di acquisto dell’apparecchio. La cifra varia a seconda dell’apparecchio scelto. Non ha altre spese fisse, pertanto se non lo si usa, ha zero spese. Ha però una percentuale del 1,95% su ogni transazione. Per l’utilizzo occorre una connessione internet, un cellulare con connessione bluetooth ed è necessario scaricare l’app di sumup. Una volta predisposto il tutto, l’utilizzo è molto semplice. Si accende l’apparecchio e si attiva il bluetooth sul telefono, si va sull’app, si inserisce il pagamento da ricevere, sullo schermo del pos apparirà l’invito a inserire la carta nella fessura o appoggiare la carta sul lettore e a inserire poi il pin. Finite queste operazioni, l’app ci darà conferma dell’avvenuto pagamento e potremo mandare subito sul telefonino del cliente la ricevuta dell’avvenuto pagamento. Sumup si appoggia ad un IBAN di nostra scelta, pertanto non ci vincola a una specifica banca. Piccola nota tecnica: a volte dà problemi a connettere con il bluetooth i cellulare huaweei. (clicca qui se vuoi acquistare sumup con uno sconto)

Pro: Commissione fissa sulle transazioni. Senza canone mensile. Funziona con qualsiasi conto corrente.
Contro: Assistenza telefonica disponibile solo dal lunedì al venerdì. Non adatto ad elevati volumi di incassi con carta.
Scegli se: Prevedi di stare sotto la soglia dei 1000 euro di transazione al mese. Può essere il POS adatto a te se lavori in domiciliare o comunque fuori dal tuo studio, in quanto ti permette di ricevere pagamenti digitali anche in mobilità.

B) AXERVE. E’ l’opposto di Sumup: in questo caso si paga un canone fisso al mese e zero commissioni. Prevede due fasce di prezzo. Per un incasso transato annuale fino a 10mila euro, il canone fisso è di 15€ al mese. Per un transato annuale tra i 10mila e i 30mila euro al mese il canone mensile è di 20€ al mese. Se si superano i 30mila euro l’anno di incassi via pos, allora viene aggiunta una commissione del’1%. Come Sumup, si possono ricevere pagamenti ovunque.

Pro: Tariffa trasparente: canone fisso e nessun costo aggiuntivo. Sai quanto spendi all’anno. Anche in questo caso puoi ricevere pagamenti ovunque.
Contro: Superati 30.000 € di incassi si applica una commissione.
Scegli se: Cerchi una soluzione economica e semplice per incassare con carta.

AXERVE vs SUMUP: come puoi vedere entrambi i POS sono pensati per le piccole attività. Quando conviene scegliere l’uno o l’altro allora? In linea di massima sotto i mille euro di transato al mese, SUMUP resta il più conveniente. Sopra i mille euro però la situazione si rovescia, ed è più conveniente utilizzare AXERVE

C) MYPOS. Apparentemente ricalca l’offerta di sumup, ma con commissioni più basse (1,75% invece di 1,95% di sumup). A differenza di sumup, che impiega alcuni giorni ad accreditare i soldi sul conto corrente cui abbiamo collegato l’apparecchio, con MyPos i soldi sono immediatamente disponibili in un conto e-money. Il problema è che MyPos prevede una serie di costi collaterali, a iniziare da una commissione di 3 euro per ogni trasferimento dal conto e-money a un conto bancario al costo dell’sms per la ricevuta di pagamento.

Pro: Assenza di canone mensile e disponibilità immediata dell’incasso.
Contro: Commissioni alte per prelievi, bonifici e una serie di costi aggiuntivi
Scegli se: prevedi di incassare poco con il POS.

D) POSTE ITALIANE. Per chi ha il conto BancoPosta di tipo aziendale. Ha canone mensile + commissione sul transato. Per informazioni dettagliate occorre prendere appuntamento in Posta. Come orientamento va considerato un canone mensile di 25€+iva più una commissione tra lo 0,50% e l’1% circa.

Pro: POS portatile, puoi accettare pagamenti ovunque. Le commissioni sono abbastanza basse.
Contro: occorre essere legati a un conto BancoPosta aziendale o a una PostPay Evolution Business. Inoltre il canone mensile è alto
Scegli se: sei già cliente Poste e prevedi di ricevere molti pagamenti col POS.

E) BANCHE. Le banche hanno diverse offerte di POS: naturalmente si è vincolati ad avere un conto professionale presso la banca stessa. In generale i POS delle banche hanno canone fisso mensile + una percentuale di transazione relativamente bassa. Le condizioni vengono discusse in filiale, secondo offerte “personalizzate”. In generale, comunque, i POS offerti dalle banche sono poco adatti alle piccole imprese e ai professionisti, in quanto a fronte di una bassa percentuale sulle transazioni hanno un canone mensile alto (ad esempio Unicredit prevede in genere un canone mensile intorno ai 50 euro mensili). Banche che offrono conti pensati per i giovani professionisti (ad esempio per gli under35) potrebbero prevedere offerte comunque convenienti per il POS. Prima di scegliere, conviene perciò in ogni caso informarsi presso la propria banca.

F) ALTRE SOLUZIONI. Oltre al POS ci sono alcune app con cui possiamo procedere ai pagamenti. La più comune è sicuramente Paypal. Con Paypal si può facilmente richiedere e ricevere denaro, non prevede costi fissi né l’acquisto o il noleggio di apparecchi. Ma ha commissioni altissime (3,4% + 0,35cent per ogni transazione): condizione che di fatto lo rende estremamente sconveniente.
Molto più conveniente è Satispay, che pure nella versione business prevede solo un costo di 20cent per ogni transazione sopra i 10€.
Il problema delle App è che occorre che sia il professionista sia il cliente l’abbiano scaricata sul proprio cellulare e questo è un fatto di cui non possiamo sempre essere sicuri. 

G) [UPDATE] POS CONVENZIONE CAMPI. Campi (la Cassa Mutua Psicologi, quella con cui in genere sottoscriviamo l’RC professionale) ha sottoscritto una interessante convenzione con BNL per il POS senza costi fissi (a meno di un raggiungere un certo tetto di transato).
La macchinetta può essere di due tipi:

  1. POS stand-alone desktop (fisso) su linea analogica ed ethernet;
  2. POS Multifunzione (mobile)

Le commissioni sono più basse di sumup:

  • 0,99% su pagamenti con carta di credito
  • 0,49% su pagamenti con bancomat.

NB: se non si raggiunge un determinato tetto di transato, ci sono due commissioni da pagare:

  1. Per il POS stand alone: 49€ da pagare se non si raggiungono i 12mila euro di transato complessivo nell’anno
  2. Per il POS mobile: 99€ da pagare se non si raggiungono i 24mila euro di transato complessivo nell’anno.

L’aspetto interessante è che per aderire a questa offerta NON è necessario aprire un conto BNL.

E’ possibile aderire all’offerta entro il 31/03/2020

Qui trovi tutte le informazioni di dettaglio (clicca).

 

Come puoi vedere il mercato offre diverse possibilità in base alle diverse esigenze e la mia personale esperienza è che i pazienti sono sempre molto favorevoli alla possibilità di non dover venire in studio dovendosi portare appresso i contanti.

A fronte di quelli che possono essere dei vantaggi per lo Stato (che ha sempre maggiore tracciabilità dei pagamenti e minore circolazione del contante) e del cliente (che può usufruire di un servizio che ne favorisce innanzitutto la sicurezza personale), resta il rammarico per il fatto che a doversi sobbarcare tutto sia il singolo professionista, ogni anno oberato di un nuovo e spesso costoso impiccio in cambio di poche o nessuna agevolazione.
In questo caso, ad esempio, ancora manca una presa in carico complessiva e concreta dei costi sulle transazioni, che di fatto mettono il professionista nella bizzarra condizione di pagare per doversi far pagare, confidando, spesso, nel “buon cuore” (…) delle banche…

 

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Autore:

Curiosa, multitasking, sarcastica, innamorata delle storie, perennemente insonne. Ho 36 anni e vivo a Firenze. Capatosta, come diceva mia madre, non credo nei destini segnati, non mi fido di chi dice "abbiamo sempre fatto così". Sono psicologa, psicoterapeuta, Consigliera di Indirizzo Generale all'ENPAP. Lettrice insaziabile, scrittrice compulsiva, amo coniugare approfondimento, ironia e divulgazione: credo che le cose si debbano dire, e nel modo più semplice, niente di più, senza banalizzare. Oltre questo blog, mi occupo di politica professionale con la più grande associazione di psicologi in Italia, AltraPsicologia, di cui sono membro del Direttivo e Segretaria. Sono l'amministratrice di Diventare Psicologo, la più grande community di psicologi su Facebook.

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6 pensieri riguardo “Come scegliere il POS migliore per le tue esigenze

  1. Anche Paypal.Me prevede una commissione? Da quello che ho avuo modo di leggere sembra gratuito, anche se effettivamente anche il paziente dovrebbe avere un conto PayPal

  2. Ciao ci sono offerte che fanno risparmiare un bel po’, tenete conto che il costo per il servizio POS tutto compreso è intorno allo 0,60% (0,30 pago bancomat e 0,80% visa e mastrcard) per transati oltre 70.000 euro anno.
    tutte le attività vanno valutate bene prima di prendere una decisione.
    complimenti per l’articolo molto dettagliato, sono nel settore e ti confermo tutti i dati che hai scritto.
    mi piacerebbe darti supporto in merito.

    buon lavoro

    1. Ciao Marty, il problema è che il fatturato medio degli psicologi è intorno ai 15mila euro l’anno. Le offerte oltre i 70mila riguardano una parte davvero residuale dei colleghi

  3. salve io ho fatto richiesta e pagamento del POS e non l ho mai ricevuto penso che non sia giusto vi ho scritto piu volte ,penso che purtroppo siamo in Italia .

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