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Domande frequenti sul counseling e la psicoterapia online: tutte le risposte!

Un post pratico con le risposte alle domande che più frequentemente in questi anni mi sono state poste sul counseling e la psicoterapia online e alla fine una bibliografia di base per chi ha voglia di iniziare a utilizzare questo tipo di setting. 

LA PSICOTERAPIA ONLINE E’ VIETATA? No, la psicoterapia online non è vietata. Potresti trovare tracce di un divieto sulla psicoterapia online in una versione delle linee guida redatte dal CNOP, ma si tratta di linee guida superate da quelle più recenti del 2018 (qui il link)

E’ OBBLIGATORIO VEDERE IL PAZIENTE ANCHE DI PERSONA? No, né per il counseling né per la psicoterapia. E’ necessario? Nemmeno. Va certamente valutata l’opportunità e l’utilità. Va inoltre considerato che molti di quelli che chiedono terapia online sono expat, che hanno difficoltà a trovare un terapeuta italiano nel posto dove sono. Quando capita di seguire alcuni pazienti in Italia, è importante che questo elemento sia analizzato in fase di analisi della domanda: il perché si cerca un setting online quando più o meno c’è uno psicologo in ogni strada?

E’ EFFICACE? Sì. Non lo dico solo per l’esperienza diretta di ormai migliaia di ore di terapia con i miei pazienti. Lo dice più di un ventennio di letteratura scientifica. Peccato che la matrice sia per lo più americana o anglosassone… ma si sa che di ricerca accademica, per di più in clinica, in Italia purtroppo se ne fa ancora molto poca.

SONO ALLE PRIME ARMI, PER ABBATTERE I COSTI MI CONSIGLI DI INIZIARE LAVORANDO ONLINE? Nulla te lo vieta, se non un dovere deontologico, quello dell’art.5, per cui non si fa qualcosa senza averne adeguata competenza.
A parte ciò, in generale io personalmente lo sconsiglio fortemente, perché il tipo di setting richiede molta esperienza e raffinatezza nel fare diagnosi clinica e relazionale e nel gestire alcuni elementi che sono materialmente fuori dalla nostra portata. Rischiamo di fare facilmente danno senza nemmeno capire che è successo.

CHE PROGRAMMI USARE? Ce ne sono diversi, vanno tenute di conto conto le implicazioni che hanno le vostre scelte. Whatsapp o Skype possono avere nella mente del paziente implicazioni diverse. Non basta avere un servizio di videochiamata. Immagino che quello ci sia pure su qualche sito porno, ma dubito che ti possa saltare in mente di fare terapia su pornhub…
Tieni conto poi degli elementi di disturbo che un’eventuale programma o app che decidi di usare può avere (notifiche, altre finestre che si aprono, trilli vari, ecc).

COME POSSO GESTIRE I PAGAMENTI? Puoi farti pagare via bonifico o paypal o altri sistemi simili. Prima o dopo il pagamento è una tua scelta innanzitutto di setting: devi tenere presente che nell’uno o nell’altro caso stai maneggiando già elementi simbolici importanti, come la fiducia e il controllo.

COME DEVO GESTIRE LA VARIA MODULISTICA? La modulistica (come le fatture) può essere inviata via email. Si chiederà al paziente di firmarla, scansionarla e rimandarcela accompagnando la scansione di un documento di identità valido.

QUANDO MANDO LA MODULISTICA? Indipendentemente che il primo contatto sia direttamente via mail o telefono, una volta fissato l’appuntamento io mando al paziente una mail dove gli ricordo l’ora dell’appuntamento, invio il mio account da aggiungere (se uso skype). Gli inizio a mandare la modulistica con l’invito a leggerla, perché troverà nel documento tutti i dettagli. In questo modo ho la possibilità di riservare uno spazio nella prima seduta per chiarire eventuali dubbi o domande e raccogliere un consenso dal paziente che sia effettivamente consapevole e informato.

MATERIALI UTILI
– Sulla mia pagina nella sezione video c’è un’area dedicata ad alcuni interventi che ho fatto in congressi e convegni. Il taglio è sempre sulla pratica clinica (che è quello che faccio nella vita).
https://www.facebook.com/pg/senzacamice/videos/?ref=page_internal

BIBLIOGRAFIA BASE

  • Anthony K. (2003), The use and the role of technology in counseling and psychotherapy, in S. Goss, K. Anthony “Technology in counseling and psychotherapy: a practitioner’s guide”, Hound Mills: Palgrave Macmillan, p. 13-35
  • Galimberti C., Riva G. (1997), La comunicazione virtuale. Dal computer alle reti telematiche: nuove forme di interazione sociale, ed. Guerini e associati
  • Migone P. (2003), La psicoterapia con internet, in Psicoterapia e Scienze Umane, XXXVII, 4:57-73
  • Wallace P. (1999), The psychology of the internet, Cambridge UK (trad. it. : La psicologia di internet, ed. Cortina, Milano, 2000)

 

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Autore:

Curiosa, multitasking, sarcastica, innamorata delle storie, perennemente insonne. Ho 36 anni e vivo a Firenze. Capatosta, come diceva mia madre, non credo nei destini segnati, non mi fido di chi dice "abbiamo sempre fatto così". Sono psicologa, psicoterapeuta, Consigliera di Indirizzo Generale all'ENPAP. Lettrice insaziabile, scrittrice compulsiva, amo coniugare approfondimento, ironia e divulgazione: credo che le cose si debbano dire, e nel modo più semplice, niente di più, senza banalizzare. Oltre questo blog, mi occupo di politica professionale con la più grande associazione di psicologi in Italia, AltraPsicologia, di cui sono membro del Direttivo e Segretaria. Sono l'amministratrice di Diventare Psicologo, la più grande community di psicologi su Facebook.

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