Pubblicato in: tutela

La normazione dei counselor: il risveglio delle (in)coscienze

Neanche in una puntata di Black Mirror avrei pensato si arrivasse a tanto, ossia a questa specie di televoto per decidere se proseguire o meno sulla normazione della figura di Counselor attraverso il Tavolo UNI.

Io sono sconcertata, come credo in tanti in questi giorni, ma questo è, e mi tocca pure fare un allarmato invito al voto, perché la situazione non è seria, ma rischia di essere gravissima.

Si vota compilando il form a questo link http://bit.ly/counselor-no ,

con la raccomandazione di diffonderlo a colleghi, studenti, conoscenti.

Ma tutto questo si sarebbe dovuto evitare.

Si sarebbe POTUTO EVITARE.

E sarebbe stato compito degli Ordini e del CNOP evitarlo, spingendo affinché, così come era stato in passato per il counseling relazionale, si bloccasse qualsiasi tentativo di normazione sui counselor.

Non solo perché gli Ordini rappresentano 100mila professionisti riconosciuti dalla legge nel loro percorso di formazione ed eventuale specializzazione, ma perché stiamo parlando di un aspetto tutelato dalla Costituzione italiana: la salute del cittadino.

Invece, in questo tiepido Ottobre, mi tocca assistere a questo risveglio delle (in)coscienze, con gli Ordini che lanciano in maniera scoordinata inviti al voto ai propri iscritti, scaricando di fatto su di loro la responsabilità di un lavoro che sarebbe dovuto essere istituzionale e preventivo.

Non si doveva arrivare all’inchiesta.
Era possibile riuscirci, era già stato fatto.

Invece no, c’era la Consensus Conference da mettere in piedi insieme ai counselor, c’era da pacificare, da fare gli armistizi, da allargare i perimetri

C’era forse da non scontentare certi centri di formazione, certe scuole, magari per fare in modo che non si dimenticassero di noi quando ci fossimo candidati con certe lista accrocchiate alle elezioni ENPAP, poi ci sono certi Presidenti, certi Consiglieri che hanno – tuttora! – interessi diretti e indiretti nella formazione di counselor.

Così arriviamo a oggi, con i sottopancia da mettere nel profilo facebook, coi post sui social, le newsletter… tutto a gregge ampiamente scappato.

Eppure c’era da restare sconcertati, sin da subito, e per almeno due ragioni. 

RAGIONE DI SCONCERTO N.1: LA SALUTE UN BISOGNO DEL MERCATO?

Per alcuni certamente, ma per il CNOP mi aspetterei che in merito alla salute pubblica si occupi primariamente dei temi dell’accessibilità (tema già scottante) e della qualità delle prestazioni.
Insomma: la TUTELA DEL CITTADINO, che è compito istitutivo di un Ordine professionale.

A meno che non interpretiamo l’inchiesta dell’UNI in modo un po’ più sibillino, ossia che il bisogno di mercato non sia quello dei counselor, ma quello dei formatori di counselor… compresi certi psicologi

D’altra parte è proprio UNI che spiega perché è conveniente partecipare alla normazione:

Secondo un’indagine svolta nel 2009 dall’AFNOR, Ente di Normazione della Francia, presso 1.790 imprese è emerso che per oltre il 69% di esse la normazione ha avuto un impatto economico positivo, contribuendo a GENERARE PROFITTO (grassetto mio).

Perché di questo stiamo parlando: non di prassi scientifiche, ma di spartizione di fette di mercato e di profitto.

Sulla salute delle persone.

Anche no.

RAGIONE DI SCONCERTO N.2: E L’ORDINE KE FAAAAA?1!!?!!1

Questo Tavolo UNI sta in piedi da tempo, nell’indifferenza quasi totale.

Il delegato del CNOP presente al tavolo, nei diversi passaggi, ha quasi sempre votato astenuto, finendo a isolare in posizione di opposizione il delegato di AltraPsicologia e il rappresentante dell’Ordine Lazio.

Sollecitato il Presidente Giardina, il Presidente dell’Ordine Lazio ha ricevuto risposte di sostanziale indifferenza.

Fondamentalmente non curanti gli altri Presidenti, salvo poi vedersi arrivare la pallonata in faccia 5 giorni fa.

In questi mesi gli iscritti non hanno mai ricevuto nessuna informazione, finché non si sono visti pubblicare un post su facebook dove si parla di una fantomatica inchiesta UNI praticamente alle porte.
Un post dove tra l’altro non si capisce niente e dove, per l’ennesima volta, non si è persa occasione per mostrare la pessima abitudine del CNOP di oscurare decine di commenti che chiedevano chiarimenti, solo perché provenienti da membri di AltraPsicologia.

Poi è arrivata pure la newsletter del CNOP, composta da un testo dove si tessono lodi trionfali su una Giornata Nazionale della Psicologia che ha visto aderire all’iniziativa degli studi gratis meno del 10% degli iscritti (un successone…) e dove si dipinge un CNOP sugli scudi per la tutela, con una chiamata all’azione che però non è una chiamata all’azione, visto che viene inserito un link generico che dà al sito dell’UNI e poi lì ti abbandona, nel caos totale.

Tutta questa frenesia improvvisa, come se il Presidente Giardina non fosse mai andato da Assocounseling (per ben due volte) a parlare di armistizio e pacificazione e come se il tentativo di mettere in piedi una Consensus Conference coi Counselor sia stato un delirio collettivo e non un’operazione saltata solo perché qualcuno – sempre i soliti noti di AltraPsicologia – ha iniziato a rompere le scatole.

In questi giorni assisto a prese di posizione di Ordini regionali che invitano a partecipare all’inchiesta e a votare no.

Finalmente una categoria unita per la tutela,
finalmente, dopo che AltraPsicologia ha rotto le scatole per anni, sentendoci dire che eravamo aggressivi, divisivi, che non capivamo,
TUTTI si sono allineati sulla nostra posizione.

Bene.

Ma non benissimo, finché:

  • Non vedo un Ordine del giorno in CNOP in cui tutti questi Presidenti che si sono d’improvviso destati non chiedono merito al Presidente Giardina di come mai abbia tenuto (lui e/o il suo delegato) una posizione così lassa al tavolo UNI.
    Perché non dobbiamo mai dimenticare che il CNOP c’era, e che si asteneva durante le votazioni, mentre i rappresentanti di AltraPsicologia e dell’Ordine Lazio producevano pareri legali.
  • Non vedo un Ordine del giorno in CNOP dove si inizia a porre, FINALMENTE, la questione di cosa fare con tutti gli psicologi e le scuole che insegnano tecniche psicologiche a non psicologi.

Altrimenti non stiamo parlando di prese di posizione, di consapevolezze, ma di fuffa. Una fuffa che sa di propaganda.

Per ora mi risparmio la ragione di sconcerto n.3, ossia il meccanismo di funzionamento di UNI, perché meriterebbe un articolo a parte, che eventualmente preparerò.

Ora, nonostante lo sconcerto, mi tocca pure fare un invito al voto massiccio ai colleghi, agli studenti di psicologia, a tutti quelli che credono che la salute non può essere trattata come un bene commerciale o come le schiume industriali o i tralicci dei palchi, ma come un aspetto fondamentale della vita dei cittadini e della società DA TUTELARE.

Perché dobbiamo avere chiaro che giungere a una normazione UNI sarebbe un rischioso apripista ufficiale; che dalla normazione UNI sono passate professioni che ora si trovano riconosciute dentro il DDL Lorenzin; che il rischio è rendere “norma” quello che ci ha mostrato l’inchiesta di Luca Bertazzoni sui counselor. 

SI VOTA CLICCANDO SU QUESTO LINK E COMPILANDO IL FORM

C’è poco da girarci intorno, anche se questa procedura vi sembra assurda, tanto quanto l’idea di mettere al televoto la salute dei cittadini, vi invito a compilare e far compilare il form, in particolare facendo attenzione alla parte iniziale, dove è preimpostato il SI come risposta…

Il server si intasa spesso e il sito risulta non accessibile. Segno che in molti stanno votando, e presumibilmente proprio i counselor in massa.

Nel caso, è necessario attendere qualche decina di minuti e ritentare, non dimenticando poi di sollecitare anche la propria cerchia di contatti!

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Autore:

Curiosa, multitasking, sarcastica, innamorata delle storie, perennemente insonne. Ho 33 anni e vivo a Firenze. Capatosta, come diceva mia madre, non credo nei destini segnati, non mi fido di chi dice "abbiamo sempre fatto così". Lettrice insaziabile, scrittrice compulsiva, amo coniugare approfondimento, ironia e divulgazione: credo che le cose si debbano dire, e nel modo più semplice, niente di più, senza banalizzare. Ho un blog sulla professione di psicologo che ormai conta più di 200 articoli e sono l'amministratrice di Diventare Psicologo, la più grande community di psicologi su Facebook.

3 pensieri riguardo “La normazione dei counselor: il risveglio delle (in)coscienze

  1. Buongiorno, grazie per le preziose informazioni, ho aderito ed eseguito la votazione. Non sono socio UNI, mi interessa diventarlo. Cordiali saluti

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