Pubblicato in: Politica professionale, tutela

CNOP e counselor: siamo tutti d’accordo?

In questi giorni stiamo leggendo prese di posizione nettissime da parte del CNOP sul tema del counseling. Parole inequivocabili, che fanno davvero ben sperare sull’ormai prossima fine di questa pessima abitudine degli psicologi di formare non psicologi a fare abusivamente la nostra professione.

La tutela, infatti, investe la comunità degli psicologi attraverso l’azione individuale dei singoli professionisti e attraverso l’azione collettiva delle nostre istituzioni, e riguarda un diritto costituzionale: LA SALUTE.

E’ da quasi 15 anni che AltraPsicologia pone il tema della tutela della salute pubblica, i cui aspetti psicologici non possono essere lasciati in mano a persone senza adeguata preparazione. 

In queste ultime settimane, sollecitato da una serie di eventi, abbiamo scoperto che il CNOP ha una posizione netta sulla tutela: i counselor non esistono e il counseling è dello psicologo. 

Sono uscite importantissime: dopo anni di posizioni fumose, dichiarazioni cerchiobottiste di alcuni Presidenti, di ambiguità, finalmente abbiamo sgomberato il campo da qualsiasi dubbio.

Non resta che dar seguito alle parole, anche perché in questi quattro anni le cose non sono mai state così chiare e qualche dubbio a noi più cinici potrebbe restare se dovesse passare troppo tempo tra le parole e le azioni concrete… 

In questo articolo provo a ricostruire, attraverso le uscite pubbliche reperibili sui siti istituzionali e/o su quelle dei quotidiani e da qualche blog personale, le diverse tappe e posizioni sul tema del counseling.
Sarebbe stato bello poter fare questo lavoro utilizzando anche i verbali del CNOP ma, come ormai abbiamo imparato da anni, questi sono tenuti in una cassaforte insieme alla formula della fusione fredda.

  • PREMESSA: nell’estate del 2014, all’insediamento del nuovo CNOP avevo raccolto positivamente i propositi messi su carta. E come avrei potuto fare diversamente? Nel “programma di governo” si parlava di di azioni in favore della professione, soprattutto in contrapposizione alle cosiddette nuove professioni afferenti alla legge 4/13.
    C’era però di che restare perplessi: molti presidenti che compongono questo CNOP e che sostengono questa governance hanno tenuto sui loro territori posizioni alquanto ambigue sui counselor e sulla loro formazione. Si va da chi ritiene che ormai non si possa fare nulla e che bisogna lasciar scegliere al mercato e ai pazienti (!!) a chi ha potenziali interessi più o meno diretti (e più o meno economici…) nella formazione dei counselor stessi. 
    In più, proprio in quei mesi il Presidente Giardina era stato sollecitato da alcuni consiglieri nel suo consiglio territoriale in Sicilia riguardo l’applicazione dell’art.21 del Codice Deontologico (quello che vieta l’insegnamento degli strumenti psicologici a chi non è psicologo), ed era finita con Giardina che argomentava la sua posizione portando una serie di articoli e documentazioni per sottolineare come l’attività portata avanti dai counselor NON colpisse l’attività psicologica….
  • 2014 – L’IDEA DELLA CONSENSUS CONFERENCE: E’ su questo terreno malleabile che si radica la sollecitazione del Network Uni.Co. – Network Universitario per il Counseling, a seguito di cui il CNOP avvia una serie di consultazioni per valutare l’opportunità di una consensus conference sul counseling.
  • 2015-2016 – I LAVORI PRELIMINARI: In questo arco di tempo vengono organizzati alcuni workshop preliminari ai lavori della consensus, che coinvolgono: AltraPsicologia, AUPI, Cultura e Professione, MOPI, SIPAP, FIAP (Federazione Italiana Associazioni di psicoterapia), Coordinamento Nazionale delle Scuole di Psicoterapia, Istituto Italiano di Psicoterapia Relazionale, Istituto Gestalt H.C.C. Italia, Strategic Therapy Center, Scuola di Specializzazione in Valutazione Psicologica e Consulenza dell’Università Sapienza di Roma, 13 Professori universitari, tutti i Presidenti degli Ordini regionali.
    Si arriva a costituire un Comitato Tecnico Promotore e un Comitato Tecnico Scientifico. Quest’ultimo ha, tra gli altri, due compiti in particolare: (1) Individuare componenti del panel-giuria; (2) Proporre le domande della discussione e a cui la giuria dovrà rispondere. Insomma: la ciccia della consensus conference. 
    Già in questa fase iniziano a rendersi evidenti delle criticità, a iniziare dalla composizione di questo comitato tecnico scientifico dal ruolo potenzialmente così delicato: sono coinvolti 4 accademici, 3 rappresentanti dei counselor, 4 rappresentanti di altre professioni, 4 psicologi (di cui almeno un paio pro-counselor).
    Mentre come AltraPsicologia sottolineiamo come la composizione sia sbilanciata su un versante (quello “pro-counselor”) e che ancora non si intravede una regolamentazione adeguata del CONFLITTO DI INTERESSE, le associazioni di counseling invitate ai tavoli parlano di “evento storico” (Federcounseling) e proposta a cui dare valore (Assocounseling).
    Nel bel mezzo di questo percorso, a Dicembre 2015 piomba la SENTENZA DEL TAR che annulla l’inserimento di Assocounseling dall’elenco delle associazioni non regolamentate ai sensi della legge 4/2013. Nella sentenza si legge:

(…) tale descrizione dell’attività dell’AssoCounseling è (…) talmente generica da potere comprendere una vasta gamma di interventi sulla persona, sfuggendo ad una precisa identificazione dell’ambito in cui la stessa viene a sovrapporsi all’attività dello psicologo. (…) Certamente, poi, è evidenziabile una interferenza con il settore di intervento degli psicologi cd. Junior (…).

La sentenza è chiarissima, basterebbe fermarsi qui e battere il ferro finché è caldo…
ed invece gli eventi evolvono verso direzioni davvero inaspettate….

  • Marzo 2016 – GIARDINA VA DA ASSOCOUNSELING: Dopo 3 mesi dalla sentenza del TAR, infatti, il Presidente Giardina partecipa – ed è la prima volta per un Presidente degli Psicologi – ad un convegno nazionale di Assocounseling.
    E’ la fatidica volta in cui si rivolge alla platea con “Cari Colleghi”.
    Non una parola sulla sentenza del TAR di appena 3 mesi prima e nemmeno sul ricorso al Consiglio di Stato presentato da Assocounseling. Ma qualche parola interessante Giardina la dice lo stesso… ad esempio:

Qualunque mura si vuole costruire per tutelarci sarà sempre invaso, sarà sempre distrutto. Ormai non si può difendere attraverso mura che apparentemente sono inattaccabili.

Giardina – e in un contesto non casuale – sembra dire che l’unica via è “mettersi d’accordo”, ma su cosa non è ancora chiaro…
Intanto però, proprio in quei giorni, si tiene uno dei workshop sul counseling, dal quale emerge una inquietante ipotesi di “sanatoria” per i counselor, che si concretizzerebbe attraverso la conversione del corso privato in counseling in CFU universitari, per poi consentire ai counselor l’accesso alla laurea in psicologia…

  • Giugno 2016: – VERSO UNA POSIZIONE CONDIVISA DA TUTTI!: Il CNOP commenta così la conclusione del terzo workshop preparatorio alla consensus:

Grande impegno e partecipazione di tutti gli psicologi rappresentanti del mondo accademico, associativo, sindacale e professionale. È stato costituito il comitato promotore della consensus conference sul counselling, che a breve avvierà tutte le procedure previste per giungere finalmente ad una posizione condivisa da tutti.

  • 2017 – TROPPI CONFLITTI DI INTERESSE IRRISOLTI: vengono organizzate alcune riunioni dei vari comitati, dalle quali AltraPsicologia fa emergere innanzitutto il tema della gestione del conflitto di interessi come presupposto per una consensus credibile, non inquinata da interessi politici e/o economici.
  • Febbraio 2018 – ALTRAPSICOLOGIA LASCIA IL TAVOLO: alla fine gettiamo la spugna. AltraPsicologia ritira i suoi rappresentanti dalla Consensus Conference: nessuna gestione credibile del conflitto di interessi, nessuna reale volontà di raggiungere un consenso largo e condiviso.
    Pochi giorni dopo, durante la conferenza stampa di presentazione della Consensus, il Presidente Giardina parla di “atto di pacificazione con tutti” e di impossibilità di fare “atti di purismo professionale“: il counselor non è nemico e ascoltare la posizione della base degli psicologi è considerato “populismo”.
  • 14 Aprile 2018 – GIARDINA TORNA DA ASSOCOUNSELING: Giardina torna per la seconda volta al convegno nazionale da Assocounseling. Argomenti della tavola rotonda: Consensus Conference, tavolo UNI sul counseling.
  • 30 Aprile 2018 – ARMISTIZIO TRA PSICOLOGI E COUNSELOR: Sul Corriere della Sera un articolo riprende quanto condiviso nel Congresso di Assocounseling.
    Titola: “Dopo una lotta a colpi di carta bollata, l’ARMISTIZIO fra psicologi e chi esercita l’attività di counseling. Un tavolo di lavoro per allargare la sfera di azione comuni e definire meglio le competenze.”
    Si legge che

…durante il congresso di Assocounseling è diventata più realistica una piattaforma di CONFRONTO E CONVIVENZA tra le due categorie”

e che

…un’apertura al dialogo [che] si è concretizzata nel cosiddetto Consensus Conference, fortemente voluta da Fulvio Giardina.

Di Giardina è riportato un virgolettato:

…ci sono esigenze diverse che richiedono competenze diverse, ma questo non significa che ci debba essere incompatibilità o mancanza di dialogo.

A quanto mi risulta questo articolo non ha mai ricevuto rettifica da parte del Presidente Giardina.

  • Giugno 2018 – ALTRAPSICOLOGIA LANCIA IL REFERENDUM E ALTRI COLPI DI SCENA…: appurato che il CNOP non ha alcuna intenzione di coinvolgere i principali portatori di interesse sull’argomento counseling, ossia gli psicologi, i dottori in tecniche psicologiche e gli studenti di psicologia, come AltraPsicologia lanciamo un referendum.
    Facciamo alcune domande sui counselor e sul counseling e chiediamo se si desidera una consensus conference con i counselor.
    L’ampia partecipazione e le percentuali di risposta chiedono in maniera schiacciante una posizione di tutela ferma per gli psicologi e raccolgono una quasi unanime contrarietà ad una consensus conference che metta tutti – counselor compresi – intorno ad un tavolo per trovare “posizioni condivise”.

L’iniziativa di AltraPsicologia genera due risposte dal CNOP.

(1) La prima: “La forza dei fatti”:

La consensus conference, metodo accreditato e democratico per condividere o meno procedure e/o attività specifiche in campo scientifico-professionale, voluta all’unanimità dai 22 componenti del CNOP (nessuno escluso), costituisce il coronamento di questa azione, poiché chiamata a sancire  che: 1) non esiste una professione autonoma di counselor, 2) il counseling in quanto tale e’  una delle attivita’  proprie dello Psicologo.

(2) La seconda: “6 punti da chiarire”:

Gira un referendum sul tema del counseling. Chiama a raccolta per difendere la professione e per affermare che il counseling è degli Psicologi. Ma questa è la posizione ufficiale del CNOP e l’azione che sta portando avanti!

Scopriamo così, nel 2018, che il CNOP ha esattamente le stesse posizioni che AltraPsicologia porta avanti da anni!
Scopriamo un’altra cosa interessantissima: il CNOP già sa che non esistono i counselor e che il counseling è attività dello psicologo…
A questo punto pare che una consensus coi counselor possa servire solo a tentare di convincere i counselor stessi che non esistono… un esito che riterrei alquanto improbabile…  pertanto la richiesta di mettere termine a questo percorso della consensus conference pare l’unica azione credibile da mettere immediatamente in opera.
Altrimenti qualcosa davvero non torna tra le parole e i fatti…
Ma la richiesta di chiusura avanzata da AltraPsicologia non riceve riscontro, anzi, salta fuori che il 28 giugno il Comitato Promotore si incontrerà per portare avanti i lavori. 

Ma 24 ore prima arriva il colpo di scena: viene pubblicata, dapprima rilanciata da Repubblica, e poi diffusa dall’Ordine Lazio, un’inchiesta del giornalista Luca Bertazzoni, che con una telecamera nascosta è andato a un open day di una scuola di counseling e da tre counselor, portando problemi di chiara matrice psicologica.
Il video è sconcertante e mostra in tutta chiarezza i rischi che corrono le persone rivolgendosi a professionisti non adeguatamente preparati e riconosciuti.

Inizia così un susseguirsi di comunicati dal CNOP e da Assocounseling.

+ Prima uscita CNOP:

L’inchiesta giornalistica di Luca Bertazzoni, diffusa da Repubblica e dall’Ordine Lazio mostra quanto siano fondate le nostre preoccupazioni e le azioni politiche e legali intraprese ed in corso.

+ Contemporaneamente è diffuso un comunicato di Assocounseling che, oltre a immaginare un complotto ordito da AltraPsicologia, indicata come regista dell’operazione (FALSO), chiede:

AssoCounseling – interviene il Segretario Generale Tommaso Valleri Di Setriano – è attualmente seduta al tavolo della Consensus Conference sul counseling promossa dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, nonché al tavolo dell’Ente Italiano di Normazione (UNI) dove, sempre insieme al Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, sta lavorando alla stesura di una norma tecnica sul counseling. A proposito: cosa pensa il Presidente degli psicologi italiani Fulvio Giardina di questa trovata a opera della sua minoranza interna?

+ Al che il CNOP risponde:

Il CNOP ritiene gravi e respinge con fermezza le gratuite affermazioni di Assocounseling, che anziché preoccuparsi di ciò che emerge dall’inchiesta, attacca in modo scomposto per difendersi. Si vorrebbero mettere figure non riconosciute e dalle attività non definite sullo stesso piano di una professione ampiamente normata e vigilata”. Così in una nota il presidente del Consiglio Nazionale dell’ Ordine degli Psicologi (CNOP), Fulvio Giardina.

Intanto il video viene ritirato dal sito di Repubblica, non se ne conoscono le ragioni, ma qualche sospetto viene… (intanto resta visibilissimo sulla pagina facebook e sul canale youtube dell’Ordine degli psicologi del Lazio 😉 )

Ma soprattutto: l’incontro del comitato promotore viene annullato e rinviato a data da destinarsi, a quanto pare non per volontà del CNOP, ma per volontà del network universitario.

Nel giro di poco tempo siamo passati dalle ipotesi di sanatorie, agli idilliaci scenari di convivenza, condivisione, collaborazione, pacificazione con tutti, a posizioni nette come il counselor non esiste

Questo è accaduto perché gli psicologi sono stati informati – non dal CNOP, che ha sempre rimproverato chi ha parlato pubblicamente dei lavori, ma dall’iniziativa personale di alcuni come Nicola Piccinini e Mauro Grimoldi e da AltraPsicologia – , hanno partecipato e si sono fatti sentire, anche quando si era detto che ascoltarli era populismo, mentre si andava a dialogare coi counselor.

ORA NON BISOGNA MOLLARE.
Alle parole che tanto abbiamo atteso, devono seguire i fatti:

  • Innanzitutto la Consensus VA CHIUSA, è un percorso che ormai non ha alcun senso, a maggior ragione se i presupposti che abbiamo letto in questi giorni sulle pagine del CNOP sono reali e non solo parole!
  • Occorre che i Presidenti degli Ordini prendano tutti posizione NETTA sul tema. Non si possono più sentire cose come: ormai ci sono, non possiamo mica cancellarli – come fosse un mio problema! – oppure che bisogna insistere sulla promozione e poi sarà il mercato a scegliere – non esiste mettersi a fare i mercanti sulla pelle delle persone in difficoltà! – 
  • E’ ora che ci prendiamo LE NOSTRE RESPONSABILITA’! Questo è un problema che gli psicologi hanno creato innanzitutto da soli!
    Sono gli psicologi stessi a formare nella stragrande maggioranza i counselor!
    Finché non ci metteremo nella condizione di affrontare con decisione le scuole di specializzazione che formano i counselor nelle stesse aule degli specializzandi, faremo – GIUSTAMENTE – la figura degli ipocriti.

E io non sono ipocrita.

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Autore:

Curiosa, multitasking, sarcastica, innamorata delle storie, perennemente insonne. Ho 33 anni e vivo a Firenze. Capatosta, come diceva mia madre, non credo nei destini segnati, non mi fido di chi dice "abbiamo sempre fatto così". Lettrice insaziabile, scrittrice compulsiva, amo coniugare approfondimento, ironia e divulgazione: credo che le cose si debbano dire, e nel modo più semplice, niente di più, senza banalizzare. Ho un blog sulla professione di psicologo che ormai conta più di 200 articoli e sono l'amministratrice di Diventare Psicologo, la più grande community di psicologi su Facebook.

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