Pubblicato in: Libero Professionista

Obbligo Tessera Sanitaria anche per gli psicologi

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Sai tenere un segreto?

E’ ufficiale: adesso anche gli psicologi hanno l’obbligo di trasmettere i dati dei propri pazienti all’Agenzia delle Entrate tramite il Sistema Tessera Sanitaria (leggi l’approfondimento di Federico Zanon).

Cos’è il Sistema Tessera Sanitaria. E’ in vigore dal 1 Gennaio 2016 e fino al 13 Settembre ha riguardato solo i medici, i quali erano già obbligati a trasmettere i dati fiscali dei propri pazienti per fare in modo che l’Agenzia delle Entrate potesse predisporre il 730 precompilato per i soggetti aventi diritto.

L’ennesima rogna burocratica che lascia molte perplessità all’intrusività dello Stato nella libertà e nella privacy dei nostri pazienti.

La rogna è pure retroattiva. Finora dalla rogna eravamo sfuggiti noi psicologi, di cui il ministero delle Finanze pensa bene di ricordarsi di 13 Settembre, chiedendo retroattivamente la trasmissione di tutte le fatture emesse a partire dal 1 Gennaio 2016. 

E qui iniziano i problemi…

Il consenso NON informato. Dalle FAQ reperibili sul sito possiamo leggere:

Che cosa deve fare l’erogatore quando il cittadino esercita l’opposizione all’invio della spesa al Sistema TS?

L’art. 3 del DM 31-7-15 precisa che il cittadino ha diritto di opporsi oralmente, quindi non si deve né si può chiedere di firmare dichiarazioni, comunicazioni o altro. Se il cittadino si oppone, l’erogatore deve annotare sia sulla propria copia, sia sull’originale della fattura da consegnare al cliente la frase:
“Il paziente si oppone alla trasmissione al SistemaTS ai sensi dell’art. 3 del DM 31-7-2015”.

Significa che il paziente, debitamente informato del fatto che i suoi dati fiscali verranno inseriti nel sistema, può opporsi.
E ne avrebbe tutte le ragioni: il fatto che stia andando da uno psicologo viene spiattellato su un 730 precompilato cui possono accedere il partner o i genitori se si tratta di un maggiorenne ancora a carico della famiglia.
E quanti pazienti abbiamo che ci dicono di non voler far sapere ad altri suoi familiari che vengono da noi? Quanto tempo spendiamo a lavorare su questi temi di invischiamento e di svincolo? Quanta responsabilità ci stiamo prendendo in questo modo quando ad esempio a rivolgersi a noi è una persona che sta cercando di sfuggire a un partner violento?

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Tutto questo noi lo possiamo spiegare ai pazienti che vedremo da oggi in poi, sulle fatture dei quali, a partire dal 14 Novembre, potremmo apporre nel caso la dicitura:

Il paziente si oppone alla trasmissione al SistemaTS ai sensi dell’art. 3 del DM 31-7-2015.

Ma tutti quelli che abbiamo visto da gennaio 2016 fino ad oggi che facciamo?

Con quelli che non abbiamo più in carico come dobbiamo comportarci?

Se non inseriamo le fatture la sanzione è di 100 euro per ogni fattura non comunicata.

Se comunichiamo violiamo, di fatto, l’accordo di segretezza tra noi e il paziente per cui io non avrei detto a nessuno che lui veniva da me. E la violazione del segreto professionale non è una banalità: ha conseguenze deontologiche, civili e pure penali. In più c’è, e personalmente non meno importante, la tutela della relazione col paziente, così come lui se la porta dentro dalla fine del percorso.

Al momento pare che nessuno si stia ponendo il problema: devo, mio malgrado, sperare che lo faccia il CNOP, e pure al più presto.

Restiamo in attesa di aggiornamenti.

[AGGIORNAMENTO del 29/09/2016: E’ uscito il decreto con le specifiche operative. In questo articolo di Laura Salvai trovate un vademecum pratico con tutto quello che c’è da fare]

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3 pensieri riguardo “Obbligo Tessera Sanitaria anche per gli psicologi

  1. Per me questa norma confligge con quella della privacy. E’ lo psicologo che è tenuto a rilasciare la ricevuta del primo incontro e in quel frangente registra la parcella a tutti i fini. Tasse ed altro. Sulla sua costituzionalità mi pare che ci possa essere da ridire.
    Mi pare che adesso veramente il governo navighi a vista, senza un criterio che porti novità e renda questo paese vivibile per tutti. Questo lo dico al di là di ogni valutazione restrittivamente partitica e politica. Sono cose che disturbano ancor più la classe degli Psicologia che lo stato non vuole tra le …. scatole.
    Però ognuno può pensarla come crede. Se avessi 30anni mi comporterei diversamente.
    Non si costruisce così un paese democratico e civile.

    Pensa ad una persona che abbia bisogno di uno psicologo per indagare alcuni meandri della sua personalità disturbata. Pensiamo che questo signore o signora abbia bisogno di una notevole serie di sedute. Ma chi gli dà i soldi per curarsi? Chi lo aiuta, se poi gran parte dei suoi malanni derivano da fatto che non ha lavoro, non ha introiti per sé e per la famiglia. Senza lavoro la personalità del soggetto è monca, priva di anima e di vita.

    Il paese va alla deriva con soggetti che non hanno più una coscienza civile.
    Come psicologo finisco per dar ragioni alle streghe e alle fattucchiere, e ai maghi…. Fatemi pensare di non aver studiano invano….
    Antonio

  2. e se facciamo consulenze online tipo via email e il paziente non abbiamo occasione di sentirlo a voce? Come si fa? Basta chiederglielo per iscritto?

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