Pubblicato in: Politica professionale

La zappa sui piedi degli psicologi?

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Se ci pensate, in quanto ad autolesionismo non siamo affatto secondi al PD

E’ di questi giorni un certo entusiasmo per un articolo di QuotidianoSanità che annuncia come ormai imminente il riconoscimento definitivo dello psicologo come professione sanitaria.

Qui l’articolo:

Psicologi. De Biasi (PD): “A breve Ddl Lorenzin tornerà in commissione. Sì a riconoscimento come professione sanitaria

Immagino che l’entusiasmo dei colleghi derivi soprattutto dalla lettura di frasi come questa:

Il riconoscimento della vostra professione nell’ambito sanitario darà una mano al vostro pieno coinvolgimento nel sistema sanitario nazionale, negli standard ospedalieri, ma più in generale nell’applicazione del Patto per la Salute che prevede un diverso equilibrio fra ospedale e territorio, e dunque un diverso coinvolgimento, presumo più cogente, della vostra professione.

Certo, fa sorridere quel “presumo più cogente” e certamente hanno di che storcere il naso tutti quegli psicologi che si occupano di lavoro, marketing, sport, ecc ecc, che con la sanità, pensata quasi unicamente come clinica e terapia, poco hanno a che fare… ma non si può volere tutto dalla vita, soprattutto se gli psicologi continuano a lasciare in mano il governo della loro professione al sindacato AUPI che rappresenta i colleghi che lavorano nel Sistema Sanitario Nazionale.

Io sono un po’ più terra-terra e forse un po’ pessimista e di questo passaggio riesco a vederne, per ora, solo un paio di aspetti francamente preoccupanti:

a) Come già annunciato in una trionfante newsletter del Consiglio Nazionale (CNOP), il passaggio al Ministero della Salute significherà abbraccio mortale con l’obbligo di ECM.
Ci sarebbero altre strade da percorrere (i famosi FCP, sulle cui sorti chiede notizie addirittura l’ex Presidente nazionale degli Psicologi, Pigi Palma, che non è certo un sostenitore di AltraPsicologia…), ma ci hanno detto che è una fantastica opportunità e perché mai dobbiamo farcela sfuggire?
Continuano pure a raccontarci che il tutto non peserà sulle tasche degli psicologi. Ammesso pure che sia così, i soldi degli Ordini non sono infiniti: se si deve spendere per dare gli ECM gratis a tutti, si dovrà tagliare su altri servizi (consulenze, progetti, iniziative, ecc ecc). 
Questo per non aprire la voragine sulla qualità di tale formazione o sul fatto che mentre chi è impiegato nel SSN si vede pagato la giornata di formazione, il libero professionista ci rimette e basta.

b) Questo passaggio di buono avrebbe certamente che l’abuso di professione sanitaria è punito severamente, e tutti noi sappiamo benissimo quanto bisogno c’è in questo momento di tutelare la professione.
Solo che la linea di questo CNOP non è: “vediamo come non far fare il lavoro degli psicologi a chi in una facoltà di psicologia non ha mai messo piede”. E’ invece: dobbiamo “parlare” (che forse sarà un sinonimo di collaborare?) con i counselor, che ormai sono qui come gli immigrati (il paragone non è mio, ma di un Presidente presente nel Direttivo del CNOP…) e non possiamo certo rimandarli indietro.
Magari per rinsaldare questa nuova amicizia ci facciamo anche formare da loro, con tanto di ECM, (vedi quanto appena fatto dall’Ordine della Toscana), poi ci facciamo pure un bel tavolo di lavoro e via, tutti lanciati verso una bella sanatoria che così bene ha già fatto alla nostra professione.

Esagerazioni pessimistiche?
Previsioni da Cassandra? 

Apro volentieri le scommesse 🙂

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2 pensieri riguardo “La zappa sui piedi degli psicologi?

    1. Per correttezza mi preme ribadire che (per ora) quello della sanatoria è solo un timore.
      Il resto invece, non è farina del mio sacco. Che con i counselor bisogna collaborare, che ormai i counselor sono qui e quella della tutela è una battaglia persa, sono parole che si ascoltano andando ai consigli degli ordini ad ascoltare i presidenti.
      Purtroppo.

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