5 pensieri riguardo “L’ENPAP e gli psicologi terroni

  1. Cara Ada, encomiabile intento quello di favorire un esame di realtà con la lucidità e la simpatia che ti contraddistinguono. Ti sono vicina non solo per sentire, ma anche per sangue terrone che scorre nelle mie vene. Come te mi sono scontrata con le stesse piaghe e credo che se non riusciamo ad uscirne è perché ci si lagna in maniera disfattista di fronte a progetti del genere. Mi turba il fatto che chi si lagna spesso lo fa perché, pur consapevole della bontà del progetto, è schierato con qualche “mister x”.

    Come il tuo, il mio sangue terrone non è fatto solo di tarallucci e vino, e se l’aroma è presente è solo per arricchire ricette “sofisticate”; per preparare il palato a gustare ogni sorta di novità.

    Impegniamoci fiduciosamente, e spero che queste tue righe facciano arrivare quel tuo entusiasmo e desiderio di riscatto in cui mi rispecchio e con il quale mi prodigo.

    Cin cin, alla nostra salute :D!

  2. Grazie per i tuoi importanti e preziosi contributi. Chi si appresta adesso (in passato non so e non spetta a me dirlo) a questa difficile professione ha anche bisogno di questo tipo di supporto motivazionale.
    Nell’aria c’è già un pessimismo pervasivo rispetto a tale percorso professionale. Quanto all’articolo in oggetto, che ben conosco, non vorrei aggiungere altro; come ho già scritto, solo il tempo e l’impegno renderanno ragione 🙂

  3. Gentile Ada,
    grazie delle critiche. I Blog dovrebbero servire proprio a creare massa critica.
    Tuttavia risponderò alle tue considerazioni non ora, ma quando:

    1. verranno pubblicati i progetti “Social Bond” (non “Social Impact Bond”, impossibile da realizzare in Italia);
    2. i progetti verranno avviati e noi del CIG, si spera, avremo i primi feedback.

    Permettimi di aggiungere ai “Preferiti” questo tuo post.

    Cordialmente.

    Marco Pingitore

  4. “In questa terra maledetta non è che ci sia tutta questa quantità di associazioni, società e liberi professionisti che abbiano maturato una competenza specifica richiesta dal bando Enpap… Qui siamo abituati a dare e ricevere cose concrete. Mica chiacchiere.”

    Condivido pienamente le riflessioni di Ada. Dall’articolo di Marco Pingitore si evince che i colleghi del sud sono meno capaci di quelli del nord (io così l’ho letta). E poi, come anche suggerisce Ada, anche presentare un progetto in una scuola richiede la stessa competenza “richiesta dal bando Enpap”.

    In realtà, qualsiasi psicologo che ha superato l’esame di Stato dovrebbe possedere queste competenze 🙂

    Caro Marco, i blog dovrebbero servire a creare una massa critica, questo è vero, ma tu sei sicuro di aver dato uno stimolo per riflettere criticamente sulla questione Enpap, SB, SIB e CIG?

    A me è arrivato altro. Sembra che il tuo obiettivo sia stato screditare gli psicologi del sud. Forse hai sbagliato a scegliere i contenuti del tuo articolo per portare avanti la tua tesi?

  5. Come non condividere quanto scritto da Ada!
    Anche io sono una collega terrona e con mille difficoltà ho scelto di non lasciare la mia Sicilia. Da quando mi sono laureata (ben 12 anni fa!) non sono mai stata con le mani in mano, ho fatto mille cose, ho presentato centinaia di progetti e posso dire ho sempre lavorato…altro che pane e vino, direi io “ingegno, creatività e determinazione” sono le caratteristiche di molti colleghi “terroni” che conosco

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