8 pensieri riguardo “Psicologi pionieri

  1. Scusate, ma se gli psicologi lavorano gratis e sono disoccupati di chi e’ la colpa? Evidentemente o e’ la domanda dell’utenza a essere scarsa o e’ la professionalita’ a essere carente o di psicologi ce ne sono troppi. Non mi pare di aver inventato nulla di nuovo a dire queste cose.

  2. La responsabilità è in primis della nostra categoria e di chi accetta di lavorare gratis, dimenticandosi che fare cose gratis è volontariato, non lavoro. La domanda non è né scarsa (anzi, è destinata ad aumentare) né la professionalità carente in senso di competenze specifiche. La nostra professionalità, purtroppo, e mi amareggia molto dirlo, è carente nel senso che non abbiamo sufficiente rispetto per noi stessi da rifiutare, con relativo sbeffeggio, condizioni di lavoro insultanti. E il tarlo è all’interno e profondo, se chi ti viene a riproporre un bando come quello dei carabinieri è pure il tuo ordine professionale, al quale sei costretto a iscriverti per svolgere la professione e che ha come primario dovere quello di tutelarti. E a quel bando, e a tanti altri annunci di lavoro simili, sono sicura, qualcuno ha risposto…

    1. Mi dispiace, dissento. Secondo me la professionalita’ che deriva da una formazione poco coerente e’ bassa. Poi tutto sta a capire cosa uno psicologo puo’ fare. Nessuno mi sa ancora spiegare la differenza tra attività di abilitazione-riabilitazione e sostegno e psicoterapia. Si arrampicano tutti sugli specchi. In ogni caso secondo me, anche dopo aver superato l’ esame di Stato, uno psicologo, l’attività di abilitazione-riabilitazione non sa farla. Come potrebbe se nessuno gliel’ha insegnata?

      1. Riprovo a rispondere più in breve rispetto al commento cancellato -.-‘
        L’ opinione circa una bassa professionalità è, ahimè, ampiamente giustificata da una politica professionale miopissima e comatosa che ha lasciato passare messaggi di subalterità (ai medici) e volontarietà (cioè siamo una professione d’aiuto, quindi è giusto che la si faccia gratis) che non fanno capire a nessuno che non sia del campo cosa accidenti facciamo e che ha lasciato circolare in modo assolutamente autoreferenziale tutta l’efficacia della nostra professione. Parlo di numeri, ricerche, studi, che dimostrano come la presenza dello psicologo in qualsiasi ambiente (da quello ospedaliero a quello aziendale) non solo favorisce un clima di lavoro ottimale (e del clima ce ne potrebbe anche fregare) ma soprattutto abbatte i costi.
        Proprio il giorno in cui leggevo questo commento, avevo finito di scrivere un articolo per una rivista in cui sottolineavo l’importanza delle buone strategie di marketing non solo per mere ragioni di mercato ma anche per “dovere etico” nei confronti di chi vive una difficoltà e spesso non ha idea di chi contattare.
        Per quanto riguarda il tema del post in sé, ossia le proposte di lavoro a promessa e/o a gratuità, non credo che la variabile “bassa professionalità” (vera o presunta) incida davvero…altrimenti non si spiegherebbe come questo tipo di proposte vengano ormai fatte a tutti i tipi di professionisti…
        Riguardo al numero eccessivo, invece, mi sento di appoggiare la considerazione…rispetto alle altre nazioni europee siamo quelli con più psicologi e se la memoria non m’inganna quest’anno il Presidente Nazionale dell’Ordine durante uno dei suoi discorsi ha esplicitamente invitato i ragazzi a non iscriversi alle facoltà di psicologia.
        Ma sempre per restare sempre nel tema del post, se nel mercato ci sono persone che offrono intere prestazioni gratuite (e per intere intendo cicli di 3 colloqui nel migliore dei casi) o che si fanno assumere accettando di lavorare gratis per almeno 12 mesi, diventa complicato tutto, a prescindere dalla saturazione del mercato.

      2. Caro Cristiano,
        Mi spiace molto che nessun professionista al quale hai richiesto spiegazioni abbia saputo risponderti in maniera esauriente.
        Provo io: il sostegno consiste in un accordo terapeutico, tra psicologo e paziente, finalizzato al sostegno, per l`appunto, ad affrontare un determinato (ma circoscritto) periodo o situazione di difficoltà. Si effettua su individui sani e funzionali, ma che si trovano a non potere o non sapere affronatare situazioni che, per qualche motivo, mettono in discussione le capacità di adattamento sempre avute. La psicoterapia, invece, si occupa di matrici di
        personalità (anche patologica) che mettono in discussione il funziinamento personale, lavorativo ecc. Per il ripetrersi di strategie disfunzionali acquisite daella persona.
        Spero di avere portato un po dichiarezza. Non siamo ciarlatani e tu sei molto giovane
        Dr. D. Cataldo

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