Pubblicato in: Riflessioni esistenziali

Squalifiche professionali: Calimero, piccolo e nero

Di squalifiche professionali, a volte pure surreali, me ne sono toccate eccome.

Capi che ti dicono

vabbè, poi a quello lì gli fai un po’ di psicoterapia

Signori di mezza età incontrati casualmente al bar che commentano

i primi scoppiati, mi permetta signorina, però siete proprio voi!

La mano poggiata sulla spalla da qualche conoscente che ti dice, dall’alto del suo posto fisso

io poi te l’avevo detto che facevi questa fine…

A forza di sentirsi trattare così, a forza di vivacchiare nell’enorme spaccatura fra le competenze possedute e l’effettivo impiego e relativo guadagno, si finisce per assimilare questa immagine da brutto anatroccolo.

Quanto più, poi, accompagniamo questa immagine a una spiccata volontà di far del bene al prossimo (volontà notoriamente manipolabile tramite il senso di colpa), ecco che la frittata è fatta.

Siamo prontissimi per essere sfruttati.

E’ una sindrome che conosco bene.

Dovevo fare 500 ore di tirocinio post laurea. Ne ho fatte 1600 circa, per imparare (e ho imparato, intendiamoci).

Ma non sono sicura di aver imparato molto, quel 14 agosto che fui “obbligata” a recarmi in struttura per riempire il vuoto di personale in ferie. Ero lì perché doveva esserci qualcuno. Per rispondere al telefono. Mi spiegarono come anche con una certa accuratezza.

Non mi pareva che fossero mansioni che rientrassero nel mio progetto formativo.

Ma non ho reagito e nemmeno protestato.

Succede questo quando ti senti piccolo e nero.

Non ho reagito, almeno non come avrei dovuto, nemmeno quando mi fu chiesto da un dirigente

Allora, ci vuoi fare un po’ di formazione?

e io

Certo! Vi preparo un programma con le ore e i costi

e lui

Costi? Perché non ce lo fai gratis? AL MASSIMO TI POSSIAMO REGALARE UNA MAGLIETTA

Avrei dovuto ridacchiare per la comicità, fare un pernacchio e dire addio salutando con la manina.

Invece, calimero ci ha messo ben due giorni per mormorare un no sottovoce.

D’altra parte, la competenza che desideravano apprendere gratis da me, io l’avevo pagata 2000 euro circa e un week end al mese di studio per due anni. Sabati e domeniche che avevo rinunciato a uscire, sabati e domeniche che avevo passato a studiare, 2000 euro che avevano coperto in parte i miei genitori e in parte io, con le ripetizioni e le traduzioni dall’inglese.

D’altra parte, loro, lo stipendio fisso alla fine del mese ce l’avevano.

Mi sono sentita in colpa per giorni. E per molto tempo ho pensato che la mia arroganza mi avesse fatto perdere un’occasione.

Avevo 23 anni.

Ora ne ho 30 e solo recentemente mi è capitato il brivido di sentire riconosciuto il mio ruolo professionale.

E ho sentito che è un’esperienza che rischia di dare dipendenza…

Cosa è successo?

Certo, l’età, non sono più ggiovane… Certo, anche l’educazione delle persone…tutto questo avrà avuto un peso.

Ma sono convinta ci sia stato anche qualcos’altro. Io ero disposta a dire

no

Ero lì disposta a dire

Sai che c’è di nuovo vecchio mio? Tra lo sfruttamento e la disoccupazione, preferisco la seconda.

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3 pensieri riguardo “Squalifiche professionali: Calimero, piccolo e nero

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